Amnistia per “NO VAX”, è polemica!

La tragedia pandemica del virus Sars-Covid19 fa ancora parlare di sé. Nel 2020 abbiamo vissuto quella che è stata una vera e propria esperienza collettiva di terrore, avente ripercussioni a tutt’oggi. 

Si è partiti dal Lockdown che ha paralizzato in casa famiglie, soggetti privati e lavoratori al fine di proteggersi e proteggere la collettività da eventuali tragiche conseguenze epidemiologiche e, lentamente e sempre con attenzione, si è giunti all’abbandono della settorializzazione in scala cromatica delle varie regioni italiane aventi più o meno contagi. Sicuramente l’alleggerimento delle misure di prevenzione non sarebbe mai stato possibile senza l’impiego di ricercatori e medici che in prima linea hanno affrontato la situazione trovando una soluzione: il vaccino.

Lo sappiamo, le novità spaventano, ma sono inevitabili nel corso della vita. Da molti criticato, da molti tanto atteso e ardentemente voluto, in un modo o nell’altro, tale scoperta ha avuto modo di far parte della maggior parte della collettività mediante iniezione. Chi riceveva la propria dose acquisiva il c.d. Green Pass, una certificazione capace di conferire al vaccinato il diritto di partecipare a determinate attività, di lavorare, frequentare le discoteche, accomodarsi in un bar, insomma: il green pass apriva le porte alla libertà, se vogliamo usare una figura retorica iperbolica. 

Inizialmente la vaccinazione era obbligatoria, successivamente si è optata la strada della vaccinazione facoltativa con l’obbligo realizzato in capo ai soggetti non vaccinati di certificare le avvenute analisi, il tampone, avvenuto nei giorni precedenti al contatto con il pubblico. Con la scoperta del vaccino nacque il c.d. movimento “NO VAX” composto da soggetti che in rispetto ai propri ideali rifiutavano di sottoporsi al trattamento vaccinatorio. Non è una novità giurisprudenziale quella del rifiuto a “trattamenti terapeutici” per rispetto dei propri ideali; tuttavia, lo è stata la circostanza di calamità che stava vivendo il bel paese. I soggetti no vax non sono stati esenti dal pagare il prezzo delle loro scelte arbitrarie, nel vero senso della parola. Per coloro che si rifiutavano di effettuare la vaccinazione, quindi non in possesso delle dovute certificazioni, sarebbe spettata la sanzione pecuniaria di € 100,00. 

Ad oggi risuona ancora l’eco dei cortei No Vax e della loro ribellione nei confronti dell’obbligo vaccinale che ha portato l’esecutivo a decidere di annullare le multe per quel milione e mezzo di italiani che, in barba all’emergenza nazionale che piegò il Paese e l’Europa tutta sotto lo tsunami della pandemia da Covid, decisero all’epoca di non vaccinarsi e che, in tutti questi anni, non hanno voluto nemmeno pagare la multa prevista per tutti coloro che, appunto, non hanno ottemperato all’obbligo. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi si parla di «abrogazione, in modo da non dover procedere con una ulteriore proroga», cosa che comporta il «conseguente annullamento delle sanzioni pecuniarie già irrogate e non riscosse e relativo discarico».

Nel testo, infatti, si legge che «i procedimenti sanzionatori non ancora conclusi sono definitivamente interrotti, mentre le sanzioni pecuniarie già irrogate sono annullate» e «i giudizi pendenti, aventi ad oggetto tali provvedimenti, sono estinti di diritto a spese compensate» mentre, invece, «restano acquisite al bilancio dello Stato le somme già versate, per sanzioni pecuniarie, alla data di entrata in vigore del presente decreto». 

Anche in questo caso, alcuni festeggiano e altri si lamentano. Anche questo è il fascino della democrazia. «Di fronte alla pandemia che ci ha travolti tutti e ha ucciso quasi 200mila persone», ha dichiarato Ronzulli, che attualmente ricopre la carica di vicepresidente del Senato, «la violazione delle norme sanitarie da parte dei ’no vax’ è stata uno schiaffo alle leggi dello Stato e, ancor peggio, un pericolo per la popolazione, soprattutto quella più fragile, esposta al rischio di contagio da chi, per motivi ideologici e antiscientifici, ha rifiutato il vaccino. Se quindi era già profondamente sbagliato continuare a prorogare la sospensione del pagamento delle multe», ha proseguito, «cancellarle è inaccettabile e significa far finta di dimenticare cosa ha rappresentato il Covid per l’Italia, per i nostri cittadini, per coloro che hanno sofferto e rischiato la vita, e per i parenti delle vittime. Quella dei no vax era tutt’altro che una battaglia di libertà e spero che durante la discussione del Milleproroghe nelle aule parlamentari, la maggioranza se ne ricordi, tornando sui suoi passi». Non è mancata la reazione del Carroccio, che ha così avuto l’occasione per tornare a marcare il territorio su una sua battaglia storica: «Chiudere una volta per tutte il contenzioso con il passato», ha dichiarato Salvini, «e annullare multe e sanzioni penso che sia un segno di pacificazione nazionale dovuto». Per il grande esponente dei no-vax, Claudio Borghi, «le multe erano sbagliate nel metodo e nel merito. Le abbiamo combattute da sempre, non c’era nessun tipo di giustificazione».

Di Cataldo Antonio Fonti, Avvocato Praticante

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